18 / 08 2026
L’acqua potabile non è solo H₂O pura: contiene anche sali minerali disciolti (calcio, magnesio, sodio, potassio, bicarbonati, ecc.), che ne influenzano il gusto e apportano piccoli benefici. La normativa italiana e le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fissano limiti precisi per garantire che l’acqua sia sicura per la salute.
Sull’etichetta trovi soprattutto:
Residuo fisso: indica quanti sali minerali ci sono in un litro d’acqua (mg/L). Più è basso, più l’acqua è “leggera”. È uno dei primi parametri consigliati da controllare.
Principali minerali: calcio, magnesio, sodio, potassio, bicarbonati, solfati e cloruri, espressi in mg/L.
In base al residuo fisso, le acque si classificano così:
< 50 mg/L: acqua minimamente mineralizzata
50–500 mg/L: acqua oligominerale
500–1500 mg/L: acqua minerale
> 1500 mg/L: acqua ricca di sali minerali
La normativa italiana prevede inoltre limiti precisi per sostanze come nitrati (max 50 mg/L), sodio (200 mg/L), cloruri e solfati (250 mg/L ciascuno), e per metalli come piombo e arsenico, per tutelare la salute a lungo termine.
Per l’uso quotidiano, qualsiasi acqua potabile a norma è sicura, sia di rubinetto sia in bottiglia, come confermano ISS e OMS.
La scelta può basarsi su:
Gusto personale
Esigenze specifiche (ad esempio, poco sodio per diete iposodiche, più calcio o magnesio se consigliato dal medico)
Impatto ambientale (l’acqua del rubinetto, quando sicura, è spesso la scelta più sostenibile)
La cosa più importante resta bere a sufficienza durante la giornata, secondo le indicazioni delle autorità sanitarie.
Fonti: OMS – Guidelines for drinking-water quality; ISS – ISSalute, acqua potabile; Ministero della Salute / ARPA – parametri chimici e indicatori nelle acque potabili (D.Lgs. 18/2023 e aggiornamenti).